Alberto Clerico

Fotografo - Photographe - Photographer

1944: nasce durante i bombardamenti su Torino, in una famiglia reduce da numerose emigrazioni.
1945 / 1956: abita con la sua famiglia uno spezzone di casa bombardata.
1956: grazie alla magia di una casa in costruzione e della profusione di oggetti che il “boom economico” propone in quegli anni, produce moltissimi disegni.
1959 / 1963: frequenta il liceo classico Massimo d’Azeglio di Torino, appassionandosi alla cultura classica, alla Filosofia e soprattutto all’insegnamento della Storia dell’Arte da parte del prof. Chicco. Si rifiuta, tuttavia, di abbracciare una professione intellettuale, attirato com’è dal mondo industriale.
1972: viene assunto dalle Ferrovie dello Stato, dove si occupa fino al 1992 dello smistamento dei materiali siderurgici alla Stazione Dora: la sua vena creativa non potrebbe trovare ambiente più stimolante. Contemporaneamente, s’insedia in un palazzo storico del centro, che rappresenterà sempre l’altra polarità del suo immaginario artistico. Continua a disegnare febbrilmente ed inizia a comporre poesie.
1972: sedotto dalla magia meccanica degli apparecchi reflex, comincia per caso a fotografare. E’ un vero colpo di fulmine.
1984: prima mostra personale nel foyer del Movie Club in via Principe Amedeo a Torino.
1985: corso avanzato di stampa fotografica con Giovanni Tavano.
1987: inizia la collaborazione con Torino Fotografia, partecipando alla prima biennale con uno spazio personale al Palazzo a Vela.
1989: partecipa alla seconda biennale di Torino Fotografia con uno spazio personale alla Cascina Marchesa, ottenendo una lusinghiera segnalazione di Angelo Schwarz su Repubblica.
1993: la sua espulsione dal palazzo storico insieme con gli altri inquilini sconvolge il suo impegno artistico, obbligandolo a vagare da una situazione provvisoria all’altra privo del suo laboratorio.
1997 / 2001: occupa una capanna nelle Alpi Marittime francesi sprovvista delle più elementari comodità, convogliando la sua vena creativa nella stesura di numerosi racconti e di una seconda raccolta di poesie, che traboccano di visioni fotografiche. Questa è l’occasione per rivedere criticamente il suo rapporto con la civiltà degli oggetti e con la stessa cultura umana.
2001: grazie all’appoggio logistico offertogli da amici affezionati, s’insedia in un complesso monumentale della collina torinese, dove riprende finalmente la sua carriera fotografica con una nuova consapevolezza del rapporto tra parola, immagine e filosofia della percezione.
2005: partecipa alla mostra della collezione di Luisella D’Alessandro “Gamberi di fiume” presso la Galleria Carlina di Torino e lo Space 4 Free di Milano.
2006: termina il primo volume di racconti e la terza raccolta di poesie.
2007: scrive il romanzo "L'anima del faro" riccamente illustrato con foto originali e corredato di sculture di carta. Parallelamente, inizia a fotografare i relitti industriali del Monferrato casalese.
2008: crea la collana di narrativa "Fari & Faretre" per la quale pubblica il libro di racconti "Le nuvole di marmo" Support independent publishing: buy this book on Lulu.